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STAY SAFE: Tennis Idols

by Bold Commerce Collaborator on May 03, 2020

Andre Agassi

Andre Kirk Agassi nasce il 29 Aprile 1970 a Las Vegas, Nevada. Nasce sui campi da tennis grazie ad una dedizione maniacale del padre, che come racconta nella sua biografia, sceglie la loro nuova casa in base alle dimensioni del retro abbastanza grande da poter contenere un vero campo da tennis.

Tutti conoscono questo nome, tra i tennisti americani più importanti della storia di questo sport. A parlare sono i suoi titoli nella sua carriera professionistica, iniziata alla fine degli anni ’80 e conclusasi al ritiro agli US Open del 2006. Nel corso di questi anni nella sua win list 8 tornei dello Slam, detenendo il primo posto nella classifica ATP per 101 settimane e guadagnando in carriera più di 31 milioni di dollari in premi e 150 milioni di dollari in sponsorizzazioni.

Vincitore di 17 titoli ATP Masters Series, è l'unico tennista ad aver vinto in carriera tutti e quattro tornei dello Slam, la medaglia d'oro del singolare olimpico, il torneo ATP World Championship e la Coppa Davis. Famosa è stata la sua rivalità storica con il connazionale Pete Sampras. Il 9 luglio 2011 è stato introdotto nella International Tennis Hall of Fame.

Ma oltre al suo talento sportivo, una grande caratteristica di questo tennista era la ribellione dalle convenzioni del tennis.

All’età di 16 anni entra a far parte del roster Nike che lo nota non solo per il suo stile di gioco, conducendolo per mano nel diventare mito per gli anni a seguire. Vestiti dai colori accesi, capelli lunghi ed orecchini, Andre Agassi rappresentava la ribellione di quegli anni, una prospettiva diversa per tutti, Nike compresa.

La prima linea di sneakers ed abbigliamento firmata Agassi debutta nel 1989, con la Nike Air Tech Challenge ed il mitico completino fluo abbinato, uno shock visivo per le tradizioni del tennis. Da lì in poi è storia!

Un racconto fatto di Air Tech Challenge arrivate fino alla quarta evoluzione, sempre sposate da short e maglie dall'estetica "frizzante" per i rigidi campi da tennis.

Una potenza visiva e mentale che lo ha portato a diventare un'icona anche negli sneakerhead di tutto il mondo.

Stan Smith

Stanley Roger Smith, nato il 14 Dicembre 1946 a Pasadena, California, è stato uno dei grandi nomi del tennis mondiale tra gli anni 60 e quelli 70, numero uno al Mondo della classifica ATP e vincitore di due Grand Slam, Wimbledon e US Open. Noto semplicemente come Stan Smith, ad adidas deve la risonanza del suo nome ancora oggi nelle strade di tutto il mondo.

Uno scambio di identità tanto da aver scritto il libro “Stan Smith: Some People Think I’m a Shoe”.

La partnership con adidas inizia nel 1973, quando il brand tedesco gli propose di indossare le adidas Haillet, altra signature silhouette appartenente al tennista Robert Haillet. Fu così che la storia ebbe inizio fino al cambio di nome per la scarpa nel 1978, che divenne "Stan Smith".

Una scarpa che racchiude il concetto di essenzialità: tomaia in pelle bianca, possibilmente primo fiore, con tallone in pelle sempre ma in contrasto colore e verde come i campi da tennis.

La trasversalità di Stan Smith scarpa, come quella del suo titolare sui campi, è stata impressionante negli anni. Basti vedere l'ultimo connubio con Pharrell Williams. Una scarpa che sta bene sia nelle situazioni formali come per dominare le strade.

Michael Chang

Michael Te-Pei Chang, nato il 22 Febbraio 1972 ad Hoboken, New Jersey, è un ex-giocatore di tennis capace di raggiungere la posizione numero due al Mondo, vincendo un Grand Slam, il Roland Garros nel 1989, come più giovane nella storia del tennis maschile. Abbinava ad uno stile di gioco difensivo movimenti rapidi e veloci, essendo più basso di molti dei suoi avversari.

Chang firmò un contratto di endorsement multimilionario con Reebok nel 1988, marca che lo accompagnò per tutta la durata della sua carriera. Tra le Reebok che indossò l’atleta statunitense troviamo tanti modelli, tra cui la Club-C 85, ma la più celebre è sicuramente la Reebok Court Victory Pump, una scarpa che portò la tecnologia Pump anche nel mondo del tennis. In quegli anni la silhouette ebbe molto successo, parte del quale è sicuramente da riconoscere Michael Chang ed alle sue prestazioni sui campi da tennis. Nel 2012, Reebok decise di rilasciare nuovamente la colorazione OG della Court Victory Pump, quella indossata da Chang.

Boris Becker

Boris Franz Becker, nato il 22 Novembre 1967 a Laimen, Germania, è stato numero uno al Mondo della classifica ATP e vincitore di tre dei quattro tornei del Grand Slam, il Roland Garros è l’unico ad essergli sfuggito. Le vittorie arrivarono molto presto, a soli 17 anni vinse il primo Slam e ben presto arrivarono molte altre vittorie.

Ad accompagnarlo durante la sua prima vittoria a Wimbledon, ed in tutte le successive, c’era una sneaker che sarebbe passata alla storia insieme a lui, la Puma Becker, una scarpa bianca con il form stripe a contrasto rosso. Questa silhouette, è diventata un classico anche fuori dal campo, grazie anche alle imprese del tennista tedesco. Oltre alla classica Puma Becker, Boris giocò anche con un altro modello, questa volta low, la Puma Becker Ace.

Nel 2014, Puma reintrodusse la Puma Becker al pubblico, nella colorazione OG bianca e rossa, in tiratura estremamente limitata.

Bjorn Borg

Bjôrn Rune Borg, nato il 6 Giugno 1956 a Stoccolma, Svezia, è stato numero uno al Mondo ed è largamente considerato uno dei più grandi tennisti della storia. Nell’arco della sua carriera è divenuto il primo giocatore a vincere 11 Grand Slam nell’era Open, anche se non riuscì a vincere né gli Australian Open né gli US Open.

Borg rappresenta anche un caso particolare a livello di endorsement poiché, per gran parte della sua carriera, ha indossato due brand differenti contemporaneamente: Fila e Diadora.

Fila si occupava del suo kit da gioco e tutto ciò che riguardasse l’abbigliamento del tennista, i famosissimi track-top resi celebri da Borg.

Diadora, allo stesso tempo, si prendeva cura delle calzature del giocatore svedese, per il quale venne creata la Diadora Borg Elite, successivamente divenuta B. Elite a causa di problemi di diritti per il marchio italiano.

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